Fredo Soulja Boy e Migos. Ma è verso la

Fredo Santana, uno dei protagonisti
della scena rap di Chicago, è morto all’eta di 27 anni: lo ha
annunciato il suo produttore Maxo Kream su Instagram.

Il rapper soffriva di problemi di
salute ed era stato ricovero già dopo l’estate per insufficienza
renale e altri disturbi al fegato. Drake ha voluto ricordare con un
saluto commosso Santana, che aveva fatto un’apparizione all’interno
del suo video “Hold On, We’re Going Home”.

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Derrick Coleman, questo il vero nome di
Santana, era cugino di Chief Keef, altra figura di primo piano della
scena rap della east-coast.

Fredo Santana aveva esordito nella
scena musicale americana con un mixtape che era subito diventato un
oggetto di culto: It’s a Scary Site, infatti è uscito nel 2012
prodotto da discografici come Young Chop, Paris Bueller e Leek E
Leek, mentre al disco hanno preso parte artisti importanti, tra cui
Gino Marley, Lil Durk, Lil Herb e lo stesso cugino di Fredo, Chief
Keef.

Il talento di Santana aveva iniziato a
consolidarsi lavoro dopo lavoro, e con il secondo mixtape, Fredo
Kruger, uscito agli inizi del 2013, Santana avava catalizzato
l’attenzione della critica e del pubblico giovane grazie alla
collaborazione dele crew trap di Juelz Santana, Alley Boy, Soulja Boy
e Migos.

Ma è verso la fine del 2013 che
l’artista di Chicago fa il suo vero esordio, con Trappin Ain’t
Dead. Al progetto collabora addirittura Kendrick Lamar. Forse è
proprio per i temi legati alla vita urbana nei sobborghi a valergli
la collaborazione produttiva da parte del rapper nato a Compton,
l’ormai noto sobborgo di Los Angeles, e che ha ispirato Lamar e altre
leggendarie star del gangsta rap originarie del quartiere, come Ice
Cube, Tupac Shakur ed Eazy-E.

È proprio con questo disco che Fredo
inizia a fare tendenza nel trap rap di Chicago. Si tratta infatti di
un ottimo esordio anche se viene fuori quello che è ancora un punto
debole di Santana, che non eccelle come paroliere ma riesce comunque
a creare atmosfere inquietanti. I testi delle tracce appaiono brutali
e sparano a zero sulla violenza urbana di Chicago e dei suoi
quartieri. Il linguaggio è schietto, le rime semplici ma efficaci
rispetto a quello che solitamente circola a livelli produttivi più
importanti. Nell’intro intitolata “Trap Boy” ci sono i temi
affrontati nell’intero album, che è percorso da un per un beat che
ricorda cinematografiche atmosfere dark che mettono i brividi.

Tuttavia la traccia migliore dell’album
è senz’altro “Jealous”, prodotta in collaborazione con il mostro
sacro Kendrick Lamar. Ad un primo ascolto si ha l’impressione che
Fredo voglia giocare troppo con le atmosfere disturbanti lungo tutto
il flow della canzone; la sensazione cambia definitivamente dopo un
po’ di ascolti, lasciando impressioni positive e conquistando i suoi
fan e la critica, che ormai sanno di trovarsi di fronte ad un
potenziale ennesima nuova stella della scena rap di Chicago.

E le conferme arrivano presto. It’s A
Scary Site esce nel settembre 2012. Gli orizzonti di Fredo Santana si
allargano ad ogni nuova uscita, e questo mixtape non fa eccezione. È
un lavoro che merita di essere ascoltato, e dimostra la costante e
inarrestabile crescita artistica di Santana. Nel progetto sono
presenti artisti come Geno Marley, Chief Keef, Lil Reese, Frenchie,
Lil Bibby, Sd Gino Marley; mentre a produrre ci sono 12 Hunna, Young
Chop, TM88 e Young Chop, Leek-E-Leek e altri.

È però con Fredo Kruger che Santana,
nel febbraio 2013, colpisce al cuore e diventa uno dei top rated
rapper non solo della scena di Chicago ma del panorama musicale
americano. Il membro della Glory Boyz Entertainment include nel
progetto Chief Keef, Ballout, Future, Young Scooter e tanti altri. Il
Il talento rap di Fredo Santana dimostra con questo disco di essere
arrivato al top.

Santana infatti esce a fine dicembre
con il provocatorio “It’s a scary site 2”. È suo quinto lavoro e
appare subito tematicamente perfetto per Halloween piuttosto che per
Natale. La copertina ritrae Santana con un’espressione del volto
macabra, che sembra alludere ai juggalos americani degli anni ’90.
Produttori del calibro di CashMoneyAP, Dirty Vans, e G5 Kid Murph
riescono a convogliare atmosfere horror nelle tracce dell’album.

Con Aint No Money Like Trap Money,
pubblicato nel 2015 dopo essere stato rinviato diverse volte, Fredo
Santana propone quindici tracce suonate e cantate nello stile “trap
house”: nell’album si respira l’atmosfera dei quartieri di quella
che nello urban dictionary è nota come Chiraq, ossia la città
natale di Fredo: Chicago. Le collaborazioni sono come al solito di
prim’ordine, Kevin Gates e molti altri concorrono a consacrare l’arte
e lo stile di Santana.

Da ultimo ricordiamo che il rapper è
apparso nel video di “Hold on, we’re going home”. Santana ha
interpretato un ragazzo che rapiva “la donna” di Drake, il rapper
canadese autore della canzone.

Qualcuno si azzarda a pronunciare la
fatidica cifra: il numero 27. È l’età in cui è morto Santana, ma è
anche l’età di altri illustri decessi, quelli di Amy Whinehouse, Jim
Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin, tutti appartenenti all’ormai
famigerato Club dei 27.